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(definizione di
Wikipedia)
In informatica, open source (termine inglese che significa
sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori
dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di
modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato
mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso.
La collaborazione di più parti (in genere libera e spontanea)
permette al prodotto finale di raggiungere una complessità maggiore di quanto
potrebbe ottenere un singolo gruppo di lavoro. L'open source ha tratto grande
beneficio da Internet, perché esso permette a programmatori geograficamente
distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.
Altre informazioni:
- Nel 2007 il tema dell'open source è stato portato
autorevolmente presso il Parlamento italiano e già molti bandi
di gara di strutture pubbliche privilegiano prodotti Open
Source.
- Il web server più popolare è sempre stato basato su
software Open Source. Ad esempio Apache, in una survey sui
web server pubblicata nel febbraio 2009, ha un market share del
72%.
- I fornitori Open Source offrono oggi servizi di
manutenzione professionale e ciò rende possibile l'adozione dei
software realizzati con tale tecnologia per la gestione delle
applicazioni e dell'infrastruttura IT delle aziende.
- Spesso si dice che il software Open Source sia più
vulnerabile all'intrusione solo perché è più probabile che un
codice aperto sia più facilmente attaccabile.
Questo non è
affatto vero in quanto il software Open Source è reso sicuro
dall'adozione di metodologie standard e sicure per lo sviluppo
dei prodotti software. Tutti i cambi di codice sono
sottoposti a revisioni molto rigide degli sviluppatori prima
dell'accettazione. Le revisioni vengono effettuate in modo
molto accurato con il risultato di rilevare le anomalie e di
contribuire alla sicurezza.
Perché scegliere l'open source

Il prezzo
della Pirateria
(fonte
http://www.i-dome.com/flash-news)11
febbraio 2009
Più di 8,6 milioni di euro in Italia nel 2008 tra risarcimenti
extragiudiziali e sanzioni amministrative. Somme che le aziende avrebbero potuto
investire nell'innovazione anziché 'bruciarle' nei presunti risparmi offerti dal
software pirata
Qual è il "prezzo della pirateria"? In Italia, la Guardia di
Finanza nel 2008 ha condotto decine e decine di verifiche sull'intero territorio
nazionale avvalendosi del supporto tecnico di BSA Italia, sequestrando in quelle
operazioni più di 7.000 prodotti software illegali, che hanno portato ad oltre 8
milioni di euro di sanzioni amministrative irrogate alle imprese che detenevano
o commercializzavano software "pirata".
Oltre ad aver offerto supporto tecnico alle verifiche delle Forze
dell'Ordine, in Europa BSA nel 2008 ha attivato 2.440 azioni legali nei
confronti di aziende europee che impiegavano software illegale (ossia privo di
regolare licenza) sui propri computer.
Le società italiane colte a detenere software illegale hanno
poi concluso accordi transattivi extragiudiziali con la stessa BSA,
pagando oltre 105.000 euro (a livello europeo la cifra supera i 6
milioni) per il risarcimento dei danni provocati alle software house danneggiate
dalla pirateria, per evitare il proseguimento di azioni civili nei loro
confronti.
Infine, esse possono regolarizzare la propria posizione,
impegnandosi ad acquistare le regolari licenze dei software che consentano la
normale prosecuzione dell'attività dell'azienda. BSA stima in 11 milioni e
mezzo di euro a livello europeo il valore dei software 'regolarizzati' nel 2008
in Europa, di cui circa un milione e 400.000 euro in Italia.
Va detto, peraltro, che il 'prezzo della pirateria' non è
solo finanziario: le società che impiegano software senza licenza si espongono
infatti a rischi operativi, danneggiamenti, perdite di dati o periodi di fermo
macchine legati a virus e altre minacce web, per finire coi danni all'immagine
aziendale che questi "inconvenienti" procurano nella business community di
clienti, partner, istituti di credito etc.
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